Le storielle del principe

Questa settimana ho visuto di ricordi

Non ho ancora digerito bene la scorsa settimana…è stata pesante perché tutto quello che ho vissuto  sentito, assaggiato, odorato, l’ho collegato a certi momenti del passato che mi hanno reso tanto felice. Mi sono commossa tanto la scorsa settimana.

Mi è sembrato di ripercorrere come un flashback momenti importanti della mia vita e ho provato dispiacere per gli anni che passano cosi in fretta. Non sono riuscita a capire bene il motivo che mi ha spinto a tornare nel passato o forse non l’ho voluto analizzare più di tanto, ma in un certo senso mi ha fatto bene.

Tutto è iniziato lunedì mattina in ufficio, mentre aprivo la corrispondenza, una di quelle lettere scritte su carta lucida e soffice con un buon odore di inchiostro di qualità. Ho ispirato profondamente quel odore e chiudendo gli occhi ho sentito l’odore della mia infanzia, chiusa nella mia cameretta fra i libri.

Mi sono vista insieme allo stesso tavolo con i miei fratelli guardando incuriositi i libri che i miei genitori, ogni mese nel giorno dello stipendio, ci compravano. Questa era la regola, si dovevano comprare libri ogni mese. E si doveva leggere sempre! E per me era un grande piacere passare le ore di dopo scuola a leggere chiusa nella mia stanzetta. E cosi, come un rituale, tutti i mesi noi bambini intorno al tavolo ci scambiavamo libri e manuali, toccandoli, odorandoli con tanta voglia e curiosità di leggere. Questo e uno dedli odori che mi ricorda della mia infanzia.

Poi c’è stata la tisana di tiglio con fette di limone che ho ordinato in piccolo bar a Valeggio sul Mincio. Ho chiuso di nuovo gli occhi e ho capito quanto mi mancano quei giorni di pace in inverno davanti alla finestra con una tazza di tè in mano, guardando la città bianca, gli alberi, le strade coperte di neve e poi in quella pace del cuore ascoltando i rumori dei passi della gente sulla neve fresca.

Poi è stata la canzone dei Nirvava “About a girl” ascoltata alla radio mentre camminavo verso l’ufficio…

Mi sono ricordata come, con tanti sacrifici  io ed i miei fratelli abbiamo risparmiato e ci siamo comprati tutti i loro album. Poi tante altre cose che ora non riesco ad elencare…suoni, odori, sapori, immagini mi hanno riportato nella mente tanti ricordi belli, momenti vissuti che mi hanno aiutato a crescere ed a conoscere. Però la vita va avanti con momenti nuovi che poi diventeranno ricordi belli che rimarranno per sempre nel nostro cuore. Come diceva Hesse:

“Come ogni fior languisce e giovinezza
cede a vecchiaia, anche la vita in tutti
i gradi suoi fiorisce, insieme ad ogni
senno e virtù, né può durare eterna.
Quando la vita chiama, il cuore sia
pronto a partire ed a ricominiciare,
per offrirsi sereno e valoroso
ad altri, nuovi vincoli e legami.
Ogni inizio contiene una magia
che ci protegge e a vivere ci aiuta.”

Cosi anche la storia fra il nostro principe e la nostra principessa sta iniziano benissimo e stanno scoprendo ogni giorno cose nuove uno sull’ altro. E lui come promesso, continua a mandarle ogni giorno le sue lettere:

Buongiorno Principessa,

Come ogni mattina ecco il mio saluto personale. In effetti ieri  non abbiamo parlato molto di come siamo fatti, ma meglio così. Ed allora non posso porre l’accento su niente. Uhmm forse una cosina l’avrei: Per favore smettila di avere insicurezze sul fatto che voglio incontrarti. Ho detto di che lo voglio fare. Ma come ben sai abitiamo lontani e non è facile spostarsi, questo comporta una dilatazione dei tempi, ma solo quello. Mica mi sono stufato di una persona bella come te, che tra le altre cose mangia sushi.

Sai a Firenze c’è un Sushi bar dove si mangia il sushi seduti su degli sgabelli altissimi. Quando mi hai detto che ti piace il sushi mi sono subito immaginato noi due appollaiati lì sopra, con le Adidas ai piedi (non ridere che se ne accorgono che non lavori) io bianche e tu marroni.

Vabbè dai adesso basta  ti racconto la storiella del mattino:

In un tempio buddista dentro una stanza, c’è un sacerdote che è intento a scrivere con il pennello su una striscia di tela

“Questo è il tempio di Buddha”

Entra un suo allievo e dando una rapida occhiata al lavoro del maestro sentenzia:

No maestro, la scritta così non và bene, è troppo piccola, bisogna rendere degna la casa del Buddha ed adornala per bene.

Il maestro solleva lo sguardo dal lavoro, fissa per un istante l’allievo, accattorcia la tela e la butta.

Ne prende un’altra e ricomincia il suo lavoro. L’allievo dice che ha fatto bene e che ritornerà a controllare il lavoro del maestro.

Ma tutte le volte che l’allievo rientra, trova sempre da obiettare sulla scritta, non è mai perfetta come la vorrebbe lui, ed ogni volta il maestro butta la tela e ricomincia.

Una volta l’allievo chiosa: Maestro non siete capace di farlo, lasciate questo lavoro ad un altro maestro più bravo di voi ad usare il pennello.

Uscito l’allievo il maestro sta per ricominciare il suo lavoro, ma prima di intingere il pennello nell’inchiostro, raccoglie tutte le sue paure, tutta la sua confusione, ne fa un fardello unico e lo scaccia via dalla mente. Senza neanche pensarci scrive con un gesto fluido e continuo

“Questo è il tempio di Buddha”

Nel preciso istante in cui finisce di fare l’ultimo tratto entra l’allievo che come sempre dà una rapida occhiata alla tela, ma questa volta i suoi occhi si illuminano e ringrazia il maestro per l’insegnamento. Dicendo che adesso la scritta è come la vedeva.

Spesso bisogna dimenticarci chi siamo per entrare in sintonia con gli altri.

Io cerco di farlo con te. Non sono né il maestro né l’allievo, vivo così, come un fiume che segue un percorso ma se c’è una roccia o la sommerge o l’abbraccia e tira dritto fino al mare.

La distanza tra me e te è una roccia, non una diga.

Un bacio

Principessa.

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