Le storielle del principe

La tazza da tè

Buongiorno Principessa, una piccola storiella prima di vedermi, così passi più facilmente questa giornata di viaggio.

C’era una volta una tazza da tè. Ma non era una semplice tazza, era una tazza di porcellana finissima, molto ben fatta e con dei disegni blu tutti intorno.

Ma la cosa che la rendeva bellissima tra le tazze era l’anello d’oro dell’estremità. Tutte le tazze l’ammiravano e allo stesso tempo erano gelose.

La teiera la voleva sempre vicino, i cucchiani al suo passaggio si prodigavano in saluti e reverenze.

La tazza da te, con il suo bell’anello in cima, se ne girava per la credenza tutta soddisfatta. Sempre con il petto gonfio. Però non si comportava mai con sufficienza o con arroganza. Trattava tutti con rispetto e distacco. Stava bene lei.

La tazza da tè era innamorata, molto innamorata: Il candeliere del ripiano di sopra. Tutto attorcigliato su se stesso, forte possente e con tutta quella cera di vari colori che lo rendeva un ribelle e affascinante.

Il candeliere stava al ripiano di sopra, si erano visti a qualche festa, a natale, a pasqua, a un compleanno. Ma niente di più.

Il miglior amico della tazza da tè è Piattino. Lui sempre pronto ad aiutare tutti, a sorreggere il mondo, non stà mai fermo. Un tipo divertente, ha sempre qualcosa da raccontarti:come quella volta che è rimasto appiccicato al tavolo per colpa della crema.

E tutti a pensare che avesse una forza superiore che gli permette di fare queste cose. O quella in cui, dopo averlo lavato, rimase sotto la padella. Tutti a cercarlo, Piattino, Piattino, e lui beato guardava la padella da sotto. Piattino sa tutto dell’amore della tazza da tè per Candeliere.

Candeliere

Ha giurato che non dirà nulla nella credenza di questa storia. Vorrebbe aiutare tazza da tè, ma proprio non sa come fare.

Oggi è il compleanno della signora Maria, vengono tutte le signore del vicinato per festeggiare e per prendere un tè.

Tazza da tè è Piattino sono pronti, belli più che mai, la Teiera è piena. Tutti sono in ordine, anche i cucchiaini, sempre ribelli oggi sono ordinati e puliti come soldatini.

Inizia la festa, la signora Maria, comincia ad aprire i regali, finchè ad un certo punto non c’è più luce. Tutti oHHHHHH! e invece piattino ha un idea, questa è l’occasione giusta per far scendere Candeliere.

Allora per far attirare l’attenzione sulla luce, fa mettere tazza da tè vicino la finestra, proprio sul bordo del tavolo. Il suo anello dorato rifletterà quella poca luce che viene da fuori. In effetti il trucco funziona, la signora Maria, ha l’intuizione vedendo lo scintillio di tazza da tè.

Prende candeliere e lo accende al centro tavola e con le amiche continua ad aprire i regali. La luce è soffusa, i cucchiaini e teira sono annoiati e parlottano tra di loro. Piattino dice a tazza da tè:

– Vai adesso o mai più, avvicinati a lui e parla con lui. Tazza da tè non ha molto coraggio, ma poi pensa che per rivederlo chissà quanto tempo deve passare ancora. E poi ormai la festa sta finendo, e se torna la luce? Con decisione si avvicina a Candeliere e gli dice:

– Ciao, sono tazza da tè, abito sotto il tuo ripiano. Come va?  Candeliere è un po’ sorpreso, ma comincia a parlare con tazza da tè. Così tra i due, pian piano comincia a nascere una simpatia. Fortunatamente la luce non torna e candeliere continua ad essere presente alla festa della signora Maria. Adesso è tardi, le signore sono sulla porta stanno facendo gli ultimi saluti.

Candeliere diventa molto serio e chiede a tazza da tè:

– Ti và di ballare prima che finisca tutto. Con molta emozione e con un filo di voce tazza da tè comincia a ballare con Candeliere, una musica dolce che solo loro possono sentire.  Si sente anche la porta che si chiude e i passi della signora Maria che viene a sistemare la sala. Tazza da tè si stringe a Candeliere e con impeto lo bacia. Nel farlo un po’ di cera cola sull’anello d’oro di tazza da tè. Nel mentre la signora Maria ha visto la scena.

– Ah bravi, voi due volete stare insieme? Guarda tè come ti sei conciata. Vabbè se questo che volete vi accontento, da oggi starete sullo stesso ripiano. Ma siccome cara la mia signorina io non mi fiderei di questo ceffo, ti metto vicino Piattino, lui veglierà su di tè.

Da quel giorno Piattino, tazza da tè e Candeliere vissero sullo stesso ripiano. E quando le giornate erano noiose c’era sempre Piattino a raccontare i suoi aneddoti rallegrando tutti.

Ti amo principessa

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