Le storielle del principe

Dipingere la musica

Buongiorno Principessa!

Avevo tutto dalla vita, un lavoro che tutti mi invidiavano, la mondanità, ero corteggiato dalle donne e dagli uomini. Ero ricco, bello, avevo visitato quasi tutto il mondo.

Ma non ero soddisfatto.

La mia non era l’ irrequietezza dell’uomo d’affari, che deve conquistare nuovi territori o che deve produrre maggiore ricchezza. La mia era l’ irrequietezza dell’anima, ogni cosa che avevo non mi bastava, non sapevo rinunciare a niente della mia vita, ma non mi sentivo appagato.

Faccio il pittore, e come avrete capito sono molto bravo. Oltre ai vari riconoscimenti, obiettivamente penso di aver trovato la mia strada. Ma malgrado tutto non mi sento ancora sazio, non è solo il fuoco dell’arte che mi brucia dentro, c’è qualcosa che ancora non capisco.

Per capire il mio malessere ho provato tante cose, mi ubriaco, mi drogo con ogni specie di cosa, faccio le orgie con le donne e con gli uomini, ma il mio fuoco non si placa. Ho attraversato il mondo con tutti i mezzi, anche a piedi ho fatto vari cammini di quelli denominati sacri.

Ogni esperienza, un quadro, ogni quadro un successo.

Ma non lo faccio per questo, lo faccio perché sto cercando.

Adesso sono qui sdraiato su questo letto, in questa clinica. Ancora una volta ho esagerato con tutto, mi stanno curando. Non posso muovermi, sono in coma forse. Però sento quello che dicono intorno a me. Vedo che mi fotografano, il grande artista ridotto in fin di vita, perché ha abusato del successo.

Allora fottetevi tutti. Ho abbastanza grana per poter continuare la mia ricerca senza di voi.

Stronzi, burattini finti di un sistema di merda.

Eccola la mia infermiera preferita. Assomiglia alla donna con l’ermellino di Leonardo. E quell’ orecchino di perla le dona tantissimo. Quando finisco di stare qui, voglio conoscerla, voglio parlarle, voglio entrare nella sua vita.

Anche se non è niente di eccezionale voglio conoscerla.

Adesso tocca a lei starmi a guardare per ore senza far niente. Sono un personaggio, ho più attenzione degli altri malati. A turno gli infermieri mi fissano come sentinelle, per vedere se muovo un dito, un ciglio.

Mi piace lei, ascolta sempre una bella musica, non conosco. Ma mi piace, mi ha detto che è un gruppo argentino. Questa è la mia canzone preferita so che si chiama Danzando con il diavolo. Se adesso fossi nel mio studio, chiuderei gli occhi e con un pennello dipingerei questa musica, immagino lei con l’abito rosso e i capelli acconciati come Marlene Dietrich (scusa amore ma non so come si scrive e non ho voglia di cercarlo) che sta per fare un passo di danza con un uomo un po’ indefinito.

Cosa è successo, perché ho tutti qui intorno, cosa vogliono. Ah sto uscendo dal coma. Cazzo se fa male, dicono che ho chiuso gli occhi..

Ehi te ragazza con l’ermellino ti aspetto, grazie per avermi fatto capire cosa mancava nella mia vita.

Ho vissuto tanto, ho fatto tanto, ma non ho mai fatto niente con armonia. Invece grazie a te sono riuscito ad arrivare all’ armonia. Ho dipinto la tua musica.

Quando mi alzo da qui, voglio conoscerti. Voglio entrare nella tua vita.  Spero di ricordarmi queste parole quando inizierò a parlare.

Ciao Capsunica

Ti amo

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