Le storielle del principe

La principessa piccina picciò

 
Buongiorno Principessa,
Al volo ti spedisco questo piccolo racconto che ho scritto ieri notte, ma avevo troppo sonno per andartelo a spedire.
C’era una volta nel bosco un castello piccino picciò. Nel castello piccino picciò abitava una principessa piccina picciò di nome Daniela.
La principessa Daniela era molto capricciosa, un giorno si svegliava e desiderava cambiare il colore dei capelli, allora tutte le sue serve correvano a destra e a manca per il villaggio a raccogliere le ciocche delle ragazze per far scegliere alla principessa piccina picciò il colore più adatto.
Un altro giorno, la principessa Daniela si svegliava e voleva i dolci più buoni del regno, e allora le cuoche del castello piccino picciò preparavano ogni sorta di torte per farne dono alla principessa piccina picciò.
Un giorno la principessa Daniela si svegliò e disse che voleva le più belle scarpe del regno, ed allora il calzolaio del castello si mise velocemente a lavorare per fare le scarpe alla principessa piccina picciò.
Il tempo passava, ed ogni giorno la principessa Daniela si sveglia con un capriccio o con qualche voglia da soddisfare, e tutti lì a correre per la principessa piccina picciò. Ma i servitori del castello erano infastiditi dalla principessa, perchè per colpa sua dovevano trascurare i loro lavori e poi essere rimproverati dal re e dalla regina per non aver fatto i loro doveri nel tempo stabilito. Tutti speravano che presto si sarebbe sposata e che fosse andata ad abitare nel castello di qualche principe. Ma anche in quello la principessa Daniela era molto capricciosa. Non le andava bene mai nessuno, uno era troppo alto, uno troppo basso, uno troppo grande e così via.
Il gran ciambellano, vedendo che la situazione diventava insostenibile andò a parlare con il re, e li espose tutti i capricci della principessa piccina picciò. Il re, capì che la figlia godeva di troppi privilegi, e decise di darle una lezione.
Fece rinchiudere la principessa in una alta torre del castello, con il solo privilegio dei pasti e nient altro. Poi fece mandare i messi per il regno a dire che il cavaliere che fosse riuscito senza forza a liberare la principessa, l’avrebbe avuta come sposa.
Tanti cavalieri accorsero subito nel castello della principessa Daniela. Uno provò a costruire una scala altissima per arrivare in cima alla torre, ma non riuscì a sollevarla per appoggiarla al muro.
Un cavaliere provò ad arrampicarsi per l’alta torre, ma a metà salita, stanco dalla fatica, abbandò l’impresa.
Al tempo, c’erano due fratelli ai confini del regno, uno un forte cavaliere in età da marito, un altro più gracile che passava tutto il suo tempo libero allo stagno a parlare con le oche. Aveva tantissime oche questo bravo ragazzo, più di mille e tutte lo seguivano per la strada quando lui andava a passeggiare nel bosco.
Il cavaliere chiama il fratello e li dici : “ Orsù preparati, andiamo al castello a liberare la principessa, te mi farai da scudiero”
Il piano del cavaliere era semplice quanto geniale, voleva forzare la serratura della porta della torre, e comodamente raggiungere la principessa Daniela.
Così i due fratelli partirono per il castello, con oche al seguito. Una volta giunti al castello il prode cavaliere si rese conto che il suo piano non era così facile, infatti a guardia dell’ingresso della torre c’erano due gendarmi. Certo avrebbe potuto combattere, ma le regole del re erano che non si doveva ricorrere alla forza. Il fratello scudiero, per canto suo se ne stava sdraiato sull’erba intorno al laghetto vicino alla torre con le sue amate oche.
La principessa dal suo loggione lo scorse, e li piacque quel giovane così sereno e così non interessato se non alle sue oche.
Con un piccolo specchio catturò i raggi del sole e cominciò a giocare con il riflesso del sole sul viso dello scudiero. Allorché lo scudiero si accorse della principessa piccina picciò, anche a lui piacque la principessa. Andò a parlare con il fratello cavaliere e li spiegò che avrebbe lui liberato la principessa sfruttando il piano iniziale, e che se il fratello si fosse fatto da parte in cambio avrebbe avuto il comando dell’esercito del regno che avrebbe costruito con la principessa.
Il cavaliere spinto dalla fame di potere accettò. Il giovane allora comandò a tutte le sue oche di andare dalle guardie davanti la porta, a fare confusione, andare li e starnazzare tutto qui.
Le guardie quando videro mille oche tutte davanti la porta cominciarono a scacciarla, ma queste niente, più le scacciavi più tornavano, e in mezzo a tutta questa confusione il giovane scudiero riusci a forzare la porta e portare la principessa piccina picciò giù per le scale.
Il re, proclamò principe il giovane scudiero e suo fratello lo mise a capo delle guardie dei due novelli sposi.
La principessa piccina picciò ogni mattina quando si sveglia gioca con le oche nel laghetto al centro del castello.
Ti bacio principessa

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