Le storielle del principe

Il viaggio

Buongiorno Principessa,

Anche se sei in punizione voglio regalarti questa storiella, in fondo anche ai detenuti in punizione ogni tanto viene regalata mezz’ora d’aria.

La storiella di oggi si intitola Il Viaggio

Arrivò planando con le ali ben spianate e lucenti al tiepido sole d’autunno. Lo stormo la guardò volteggiare sulle loro teste, fino a quando non scese in picchiata come se avesse puntato una preda. A pochi metri dalla terra, ritirò le ali frenò e senza neanche sbatterle atterò.

Tutti l’attendevano, lei Gilda, sapeva la strada. Mesi che si preparavano per partire. Adesso tutti dovevano seguirla.

Lei per tutta l’estate aveva raccontato di un posto dove è sempre caldo, dove non bisogna migrare, dove i vermi sono grossi così, ed è facile fare un nido.

Un posto dove non ci sono gli umani che fanno rumore, un posto dove non ci sono gli umani che ti lanciano gli oggetti. Lei non c’era stata, ma aveva conosciuto una rondine che veniva da li. Adesso era il tempo, tutti erano pronti, tutti volevano seguirla.

Gilda al centro dello stromo si puliva le ali dalle penne  morte. Ogni tanto dispensava qualche consiglio. L’indomani sarebbero partiti. Era un grosso impegno per lei. Non aveva mai guidato uno stormo, ma aveva il coraggio di un capo anziano e l’impavidità di un giovane innamorato.

Nel centro entra Zacco:

“Amici, non possiamo seguire la Gilda, il viaggio che ci propone è troppo lungo.

Dobbiamo attraversare il mare, farà freddo, e non avremo di che nutrirci”

“Non ascoltatelo, basterà un chicco di riso per riempirci lo stomaco, sul mare planeremo con le correnti di aria calda e riusciremo a fare kilometri senza problemi.” Interruppe Gilda.

“Non conosci il posto, non ci sei mai stata, sai la rotta, ma non sai se devi aggirare una montagna o se ci sono dei predatori”

“La rotta è segnata, durante il viaggio riusciremo a trovare di che nutrirci, abbastanza per raggiungere l’isola di Pasqua,  la amici sarete ricompensati da ogni fatica, e poi siamo abbastanza forti e nutriti per riuscire a scappare dai predatori”

Lo stormo si mise in viaggio, ma durante il volo, non tutti trovarono il chicco di riso di cui nutrirsi, non tutti riuscirono a superare il mare, proprio su questo tratto del viaggio, molti caddero in acqua stremati dalla fatica, non riuscivano a prendere le termiche giuste.

Arrivarono all’isola, ma purtroppo anche qui non trovarono quello che Gilda aveva promesso, non c’erano alberi, non c’erano fili con cui costruire i nidi.

Così la piccola colonia di uccelli migratori, dovette cambiare le abitudini. Cominciarono a sorvolare le alte scogliere, non si nutrivano più di vermi della terra ma di piccoli molluschi che le alte onde frangendosi sulle scogliere lasciavano sulle rocce. Costruirono i nidi sulle scogliere per difendersi dal troppo caldo, gli spruzzi d’acqua davano refrigerio.

Quando gli uomini dell’isola scoprirono la storia di questa colonia di uccelli, che cominciò a essere parte della fauna del luogo, decisero di celebrarli. E ogni anno per l’equinozio di autunno un gruppo di giovani audaci si sfida nell’attraversare a nuoto un tratto di mare tenendo ben stretto sulla fronte un uovo delle quaglie dell’isola di pasqua.

La Gilda ebbe la sua gloria, nel condurre un gruppo di uccelli migratori attraverso un oceano, seguendo solo una leggenda. Zacco, una volta arrivati sull’isola riusci a riconquistare la fiducia dell’ormai piccolo stormo e con tanta audacia cominciò a cambiare le abitudini e ben presto fu imitato da tutti.

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