Pensieri

Pensiero mattutino, pensiero serale (Sul lavoro negli studi dei professionisti)

Persa nei miei pensieri, sto guidando. Davanti ai miei occhi, un’ immagine che mi sta a cuore. Un stolo di gabbiani che volano insieme e le loro alli argentate sotto i raggi del sole, sono come stelline sul cielo grigio scuro del mattino.

Forse sta per piovere, anche se il sole si fa sentita la sua presenza.

Ho la stessa sensazione di questa estate, mentre guidavo verso l’ufficio una mattina sulle strade vuote. E pensavo a quelli che come me si dirigevano verso il lavoro. E pensavo anche a quelli che come me, andavano a lavorare dopo il ferragosto. Quelli che come me, di vacanze non hanno fatto e non ne faranno quest’anno, che hanno accettato un contratto per sostituzione maternità’, oppure quelli che hanno appena iniziato un nuovo lavoro e che quindi non hanno ancora maturato le ferie. Chi altro può’ essere ancora davanti alla scrivania in ufficio, oppure dentro qualsiasi processo produttivo? Certo il mondo non si può’ fermare ad agosto, ma c’e’ chi ha avuto le ferie prima oppure ce le avrà’ dopo.

Ma ce ne saranno tanto di questi sfigati che come me, le ferie non ce l’avranno quest’anno? E forse anche negli anni a venire? Che cambiano lavoro ogni anno ad agosto, che lavorano chiusi negli uffici dei commercialisti e che quindi sono condannati ad avere sempre una scadenza nuova, affollati di lavoro. Perché il datore di lavoro se può’ sfruttati lo fa, per lui è fatticoso assumere nuove persone? E’ cosi faticoso e costoso cercare nuovo personale, le agenzie voglio un 10 per cento almeno sullo stipendio annuo del nuovo assunto, il commercialista deve rinunciare alle sue vacanze per essere presente in ufficio e sostenere i colloqui, ma che fatica!

Ma che schifo e’ diventato il mondo lavorativo, che cupo e grigio l’ambiente dei professionisti iscritti all’albo che al loro tempo sono stati sfruttati e ora sfruttano te. Perché’ alla fine anche tu diventerai uno di loro, professionista con la propria attività’ e quindi ti devi sudare la tua futura libertà’ ed indipendenza. Ma io ho scelto di no sottomettermi a tale trattamento e penso che professionista si può’ diventare lo stesso, con tanta fatica ma in modo corretto e con rispetto.
Mi viene spontanea la domanda che e’ anche il titolo di una vecchia storia giapponese:

“Che ne e’ stato dei vecchi maestri? ” Cosi chiedeva un allievo al suo maestro. E questo le rispose: “Non ne ho la minima idea.” Il senso della storia era diverso, ma il significato in questo contesto e che i veri maestri/ professionisti sono rari. Ma quando ci rendiamo conto che una persona/ datore di lavoro/ insegnante non corrisponde del tutto all’idea che avevamo, non possiamo fare altro che troncare la relazione. Perché’ ci limiterà’ il futuro e ci farà’ perdere noi stessi.
Tutto quello che ci accade nella vita ci offre l’opportunità’ di trasformarsi, di imparare e di crescere. Quindi credo che per una società’ sana e’ importante ogni passo di ogni singola persona, e non solo delle persone che ci insegnano, che ci guidano ma anche di quelli che sono alle prime armi e che voglio imparare.

Il modo in quale si comportano la maggior parte dei professionisti di oggi, mi fa capire che non avremmo tanti professionisti migliori nelle prossime generazioni. Ma si può’ sempre scegliere di ribellarsi, di rifiutare certi trattamenti e far capire nel nostro piccolo ambiente che solo collaborando e condividendo si può’ andare avanti e costruire cose solide e durature. Ribellati e trova te stesso!
Un vecchio haiku diceva:

“E’ il vento della primavera
Dicono il padrone e il servo
Facciamo la strada insieme. “

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