Emil Cioran sul cambiare la lingua

«Ho scritto in rumeno fino al ’47. Quell’anno mi trovavo in una casetta a Dieppe, e traducevo Mallarmé in rumeno. Di colpo, mi son detto: Che assurdità! Che senso ha tradurre Mallarmé in una lingua che nessuno conosce? Allora ho rinunciato alla mia lingua. Mi sono messo a scrivere in francese, ed è stato difficilissimo,…

Sulla poesia

Il periodo storico che viviamo … basta guardare come spettatore per trarre conclusioni per tutti i tempi a venire. Sono diventato immune a tutto ciò, alle ex credenze e a quelle future. Credo ancora nell’ intelligenza e nei fuochi d’artificio dello spirito. “Realtà”  esiste solo nella sofferenza, ma la morte cancella anche quella, in modo…

Sui diari di viaggio

La noia indicibile che ti danno nei diari le pagine di viaggio. Gli ambienti nuovi,  esotici, che hanno sorpreso l’autore. Nasce senza dubbio dalla mancanza di radici che queste impressioni avevano, dal loro esser sorte come dal nulla, dal mondo esterno, e non esser cariche di un passato. All’autore piacquero come stupore,  ma lo stupore…